lunedì 22 settembre 2008

LEROOOOOOOOYYYY......JEEEENKINS!!!!!!

Arieccheme qua.
Assenza lunga dovuta ad esami, per fortuna ne siamo usciti! Una sera navigando nel web mi sono imbattuto nel "mito" di Leroy Jenkins.
Leroy è un giocatore molto forte del celebre gioco di ruolo via web World Of Warcraft; si tratta di una manica di videomaniaci che crea un personaggio (orco, guerriero, nano....) e lo controlla in un mondo virtuale, incontrando altri giocatori e facendo quello che di solito si fa nei video games: giocare.
Il fatto che vi siano milioni di utenti rende il tutto più affascinante, perchè puoi creare alleanze, sfidare chiunque in guerre e duelli ecc...
Poi ci sono i cosidetti NERD (i secchioni, per intenderci, ma la definizione sarebbe molto più ampia) che si mettono daccordo e, comunicando per radio, si organizzano in "compagnie" e irellano facendo il mazzo a tutti.
Ovviamente sono fortissimi: non avendo una vita fuori, se ne creano una dentro!
E' qui che entra in gioco Leroy: lui edi suoi amici si accordano per fare irruzione (nel giocoooo!!!) in un tempio e sgominare dei mostri.
Passano i minuti, i personaggi sono disposti in circolo, tra di loro si possono distinguere maghi elfi arcieri e guerrieri.
E poi, in disparte, c'è Leroy. Lui controlla un nano ( e già qui le gag si sprecano...) e mentre i suoi amici sono lì da 5 minuti a concordare un piano di irruzione per non finire trucidati (loro sono in netta inferiorità numerica), lui è in cucina che si scalda del pollo...incurante della strategia che stanno attuando i suoi alleati.
Succede che il nostro eroe torna e, senza avere la minima idea di ciò che era stato detto e fatto in sua assenza, riprende il controllo del suo omino e fa irruzione da solo nella stanza.
La sua irruzzione è accompagnata da un grido di battaglia che è già leggenda:
" Leeeeerooooooyyyyyy......Jenki(ans...)ssss!!!!!!"

Attimi di sgomento da parte dei colleghi, che poi decidono di seguirlo, tanto ormai il piano è rovinato.
Vengono tutti trucidati, ma non lesinano le offese verso quell'idiota di Leroy che ha mandato all'aria un piano perfetto.
Detto questo, godetevi il filamto che è diventato uno dei cosidetti "fenomeni di internet".

mercoledì 10 settembre 2008

Ultime notizie

Di solito su questo blog non tratto notizie di cronaca e società. Ed oggi non farò eccezione.
Gli scienziati del Cern di Ginevra hanno acceso oggi l'acceleratore di particelle che punta a ricreare le condizioni del Big Bang che ha generato l'universo.
Il marchingegno è costato 9 miliardi del nuovo conio, e in pratica prevede che 2 fasci di particelle si "scontrino" a tutta velocità percorrendo in direzioni opposte un tunnel situato sotto il confine franco-svizzero.
Il primum movens di queste particelle subatomiche sarà il celeberrimo motore a gatto imburrato (di cui abbiamo una diapositiva).


Le leggi della fisica prevedono che:
A) i gatti atterrano sempre in piedi
B)i toast atterrano sempre dalla parte imburrata
Sommando A+B otteniamo un motore a moto perpetuo, perchè l'uno compenserà il movimento dell'altro.
Il gatto cercherà di atterrare in piedi, ma troverà l'impedimento del toast che lo contrasterà, dando origine ad un moto circolare.
(legge di Koso Krecs).

lunedì 8 settembre 2008

Un'ignobile gazzarra

Ieri sera (ore 3 del mattino in Italia) gli Oasis si sono esibiti a Toronto sul palco del Virgin Festival. Il cordone di sicurezza, per l'occasione composto da Paperino Pippo e Jet McQuack, è stato facilmente superato da un "fan"; questo idiota è salito sul palco con il concerto in pieno svolgimento ed ha rifilato un "cartone" a Noel, che è caduto giù a pera cotta. Non contento, il tizio si è deciso ad affrontare Liam, il quale prima ha schivato il colpo, e poi lo ha tonfato a sua volta. E' risaputo che Liam non si è mai distinto per la sua classe, bensì per la spiccata tendenza alla rissa e all'alterco!
Particolarmente divertente è il fatto che un tizio della sicurezza debba impegnarsi a trattenere Liam (e non il vero aggressore), perchè il cantante è già partito per rincarare la dose di cazzotti!
Godetevi il filmato che è già leggenda....

mercoledì 3 settembre 2008

Frasi Celebri Vol. 2

“Allora…pane, 6 uova, burro, sale, olio, 3000 ebrei, tonno in scatola…”

Oscar Schindler legge la sua lista.

“Ripuliremo una volta per tutte questa città”

Un esponente del Ku Klux Klan riguardo all’emergenza rifiuti a Napoli

“Ma non mi dire…”

Un personaggio qualsiasi di Lost in un momento qualsiasi della serie.

“Ormai ho chiuso con quella roba, alcool…droghe…tranquillanti…ho chiuso. Ho deciso di lasciarmi tutto alle spalle per il bene mio, della mia famiglia e dei miei fans; ho capito di aver toccato il fondo quando ho rotto una bottiglia in testa a Pippo…”

Topolino all’uscita della clinica di riabilitazione.

“Voi non sentite odore di bruciato?...Se succede qualcosa chiamatemi! Io sono qui che suono la cetra!”

Nerone

“ROOOOOOOAAAAAAAAARRRRRRRR!!!!!!”

Godzilla

“Sto scrivendo una storia, tratta di un monolito di origine sconosciuta che cade sulla terra e scatena infinite guerre”

Joe Rischio

“Sto girando un film, tratta di un monolito di origine sconosciuta che cade sulla terra e scatena infinite guerre”

Stanley Kubrick riguardo a 2001 Odissea nello spazio

“Chi l’ha detto?! Riferitegli che lo sto cercando e che lo farò sembrare un incidente…”

Elena Santarelli si difende dalle voci sul suo presunto caratterino.

“Il segreto del mio successo? Due doti che hai qua davanti a te, è impossibile che tu non le abbia notate…e dai….la simpatia e la spontaneità!”

Manuela Arcuri

“Maddechè Aoh!! Ma li mortacci tua!”

Un qualsiasi dialogo dei Cesaroni

“Il segreto del mio successo? Averla data a tutti quanti al momento giusto. Intendo una prova del mio talento…”

Elisabetta Gregoraci

“Scientology mi ha aiutato molto in questi anni, ed è per questo che ho proposto a mia moglie di partorire in perfetto silenzio immersa nell’acqua; ho scritto un libro al riguardo: Placenta e Piscine, uscirà a Natale”

Tom Cruise.

“E tu questo lo chiami Hotel a 5 stelle!? Io la chiamo stalla! Adesso vai e mi trovi una prostituta decente!”

Alvin Rock’n’Roll, Alvin Superstar.

lunedì 1 settembre 2008

Un'altra giornata di lavoro

Logan si riscosse dal sonno profondo che lo aveva accompagnato fino a quel momento. Nell'oscurità cercò a tentoni l'orologio, trovandolo sul comodino a fianco della branda spartana su cui giaceva.

L'aria fredda della stanza aleggiava silenziosa sul suo volto, il silenzio era così profondo da costituire esso stesso un rumore ambientale.

Il metallo ghiacciato sulla mano lo fece rabbrividire, dandogli la consapevolezza che una volta sgusciato fuori dalle coperte avrebbe sentito lo stesso gelo, ma su tutto il corpo.

Mancava mezz'ora all'inizio del suo incarico e già avvertiva in sé quella impazienza che lo rendeva il migliore nel suo campo: quella voglia di fare bene e al meglio, quella minuzia nei particolari e quell'accuratezza che da sempre lo contraddistinguevano dal resto della massa.

Gli altri erano mestieranti di fronte a lui, e di questo ne era fermamente consapevole, ma rifuggiva questo pensiero perché poteva benissimo diventare fonte di fallimento; sarebbe bastato un minimo errore, un'esitazione in più o in meno e tutto sarebbe andato a rotoli: l'eccessiva sicurezza di sé diventa ben presto tracotanza in questo mestiere, e la tracotanza è il primo passo verso la caduta.

Si alzò prontamente dal letto trattenendo il respiro, invisibili eserciti gelidi lo attaccarono da ogni lato ma lui ancora in apnea resistette strenuamente.

Si lavò accuratamente con acqua gelida dal piccolo lavabo presente nel monolocale che l'Organizzazione gli aveva procurato, bastava poco per procurare supporto logistico a quelli come lui, ai sicari.

Ormai non ricordava neanche più da quanto tempo fosse dentro, a malapena sapeva quanti anni avesse e quanti gliene restassero da vivere: poche garanzie ed aspettativa di vita molto breve, niente male come piano pensionistico.

In compenso aveva viaggiato, e anche molto: Cina, Australia, Corea e un'infinità di luoghi sperduti che neanche più ricordava.

La cosa buffa di questo mestiere è che si vedono così tanti posti e si incontrano così tante persone che dovresti infine diventare una sorta di Super P.R. mondiale, ed invece sei il signor Nessuno.

Logan aveva chiacchierato con mille volti, ma mai parlato con nessuno, e questo era tutto ciò che era disposto a concedere. Che altro ci si dovrebbe aspettare da un sicario? Il giorno prima ti saluta, quello dopo ti pianta una pallottola in testa senza battere ciglio; è il suo lavoro e tu, persona che ti soffermi a parlare con lui sei il suo bersaglio, tutto qua.

Non credere che sia semplice, prova tu a lanciare freccette contro un bersaglio che ha famiglia, chiacchiera, piange, implora, tenta la fuga, ti maledice....non è così semplice come può sembrare!

Ma ormai lui conosceva tutti i trucchi del mestiere: alcuni pregano, aspetti che finiscano e poi li finisci tu, altri piangono ed implorano, bang....ciao ciao.

I suoi preferiti però erano quelli in tutt'altre faccende affaccendati: aveva compiuto imprese memorabili in passato, quando irrompeva in squallide stanze di motel cogliendoli in flagranza di adulterio, o quando li toglieva di mezzo in modo repentino, intenti a svolgere le loro solite attività.

I bersagli sono stupidi.

I bersagli sono ridicoli.

I bersagli sono lavoro.

Tre semplici regole da ricordare come un mantra ed il gioco è fatto: anima anestetizzata e coscienza pulita, mai usata.

Si era rasato e vestito con cura, giacca cravatta e ventiquattr'ore assortita con sorpresa, che ancora però doveva scegliere: il ferro del mestiere era la parte più delicata.

Accese il portatile che automaticamente si connesse ad internet, digitò l'indirizzo ed effettuò l'accesso al sito ChickenWing.com: una società di distribuzione di carne di pollo per ristorazione; trovava grottesca la copertura scelta dall'Organizzazione.

Si diresse con la freccia del mouse in alto a sinistra, subito sotto la simpatica immagine del pollo che sorridente porgeva al cliente una confezione di cosciotti, probabilmente appartenuti a suo padre pollo senior e ad altri membri della famiglia. Ma chi era il responsabile del marketing? Per quale assurdo motivo un pollo dovrebbe offrirti pezzi di suoi simili, sentendosi pure felice nel farlo?

“Ciao! Ben trovato! Ti va un pezzetto di mio cugino? No?....E un'ala di mia nonna?”.

No no no, assurdo.

Cliccato sotto il titolo apparentemente non successe nulla, ma Logan senza battere ciglio digitò il suo user name (Logan) e la sua password (So long, and thanks for all the shoes).

La schermata si annerì immediatamente, tranne che per la parte in alto a sinistra dove lampeggiava una piccola linetta bianca, proprio come quella delle vecchie schermate “dos” dei pc.

Logan attese in silenzio, espirando con calma e contemplando la linetta che andava e veniva, quasi ipnotica; non dovette attendere molto, il terminale si azionò immediatamente ed una folta schiera di caratteri iniziò a comparire sul monitor:

“Ben trovato Logan, ci congratuliamo vivamente per il tuo ultimo successo: la macchina imbottita di esplosivo contro quell'autocisterna piena di carburante è stata il tuo consueto fiore all'occhiello. Questo è quello che noi intendiamo per pulizia di uno stabile.

Il tuo nuovo incarico è il seguente: si chiama Ronald Furley, magnate dell'idustria dei pneumatici. Ti abbiamo sistemato in questa stanza di motel sulla trentaduesima perché oggi alle 15:00 il bersaglio effettuerà uno spostamento abbastanza lungo per un percorso totale di 12 km. Tu lo colpirai in questa zona; sta a te organizzare il come della modalità di esecuzione e della fuga.

In allegato troverai una mappa del territorio urbano ed una foto del bersaglio.

Superfluo ricordare che la riservatezza è il motivo principale per cui i nostri clienti ci scelgono.

Buon lavoro e a risentirci.”

Logan effettuò il log-out dal sito e studiò meditabondo la mappa: una via principale percorribile solo a senso unico da nord a sud.

Bene.

Tre vie di accesso, o di fuga: due da est ed una ad ovest.

Eccellente.

La finestra della sua camera si affacciava proprio sulla strada principale dal lato sud, il che stava a significare che poteva benissimo prendere tutto i tempo che gli serviva per colpire, per poi dileguarsi in tutta tranquillità.

Questo era il “dove”, restava da stabilire il “come”: poteva fare un “mordi e fuggi”, oppure uno “stordisci e colpisci”, o meglio ancora uno “stordisci, colpisci ed infierisci”; non c'è che dire: la scelta era ardua....

Fece un rapido inventario dell'equipaggiamento e studiò concentrato il palco scenico dell'azione.

Tombini...quei maledetti tombini potevano rivelarsi utili, così situati al centro della strada com'erano; e quelle colonnine rosse per rifornire gli idranti anti-incendio sembravano invitarlo a nozze...

Sicuramente il bersaglio si sarebbe mosso con una scorta, forse due auto (oltre alla sua, ovviamente) situate l'una davanti e l'altra in coda al piccolo corteo.

Già si figurava in mente i modelli: corpulente Audi o austere BMW; comunque sia, qualunque fosse stato il modello, un bel volo in aria non glielo avrebbe risparmiato nessuno.

Con un mezzo sorriso scese in strada armato di borsone e si mosse con calma in direzione sud, raggiungendo un terzo tombino a circa 100 m dal punto in cui avrebbe dovuto colpire, in base ai suoi calcoli sarebbe stato sufficiente per quello che doveva fare.

Con circospezione sollevò il pesante coperchio aiutandosi con il fedele coltello a serramanico che teneva affossato in tasca, un'odore nauseabondo lo avvolse, ma non ci fece caso, era abituato a cose ben peggiori; si calò nella fogna e seguì la strada verso nord in modo da trovarsi proprio sotto il coperchio del secondo tombino.

Con cautela trasse dalla borsa un piccolo oggetto composto da due parallelepipedi: uno grigio e di consistenza malleabile, l'altro più piccolo e nero, provvisto di antenna. Era un ordigno esplosivo in piena regola, costruito artigianalmente con componenti facilmente reperibili nei più comuni supermercati. Tranne il plastico, ovviamente.

Sempre più impaziente, ma senza tralasciare il suo lato meticoloso, si dedicò all'abbellimento dei coperchi dei due tombini con le cariche esplosive: per comodità decise di identificarle con i nomi dei suoi due registi preferiti Andy e Larry Wachovsky, quei due pazzi visionari lo avevano ispirato enormemente nel suo lavoro.... c'era qualcosa di malato nel loro modo di intendere il cinema.

Predisposta l'accoglienza su strada per il corteo tornò sulla strada principale; osservando ancora la colonnina anti-incendio si soffermò a meditare: la posizione era ottimale e si sarebbe potuto facilmente avvalere dell'aiuto di quel piccolo apparato; nel tempo di dieci minuti aveva già predisposto tutto, adesso poteva pensare alla sua personale preparazione.

Di solito non impiegava parecchio tempo per predisporre il tutto: mezzi pesanti? Armi pesanti per toglierli di mezzo, poi armi leggere per togliere di mezzo la “fanteria”. Mezzi leggeri? Attacco in forze e via, ultraviolenza per tutti, grandi e piccini, nessuno escluso.

Pianificò con cura che, una volta tolte di mezzo le scorte, avrebbe dovuto occuparsi immediatamente del bersaglio e successivamente si sarebbe dovuto dileguare, nel miglior Logan-Style.

Optò con ottimismo per il classico “mordi e fuggi”: individuato il bersaglio lo avrebbe abbattuto con il suo fucile Sniper, mirando dalla finestra del motel; le esplosioni avrebbero creato un caos sufficiente per rallentare la sua individuazione, così se la sarebbe potuta svignare in santa pace. Eccellente.

Si coricò sul letto e chiuse gli occhi per un po', aveva ancora un po' di tempo.

Alle 14:45 l'orologio da polso sul comodino trillò sommessamente, ma tanto bastò per destare Logan, che prontamente si drizzò a sedere sul letto.

Bene: aveva già predisposto il fucile accanto alla finestra, il cinturone con le due fondine era appeso alla sedia vicina e le pistole erano cariche con sicura disinserita.

Che bravo boy scout.

Lentamente si appostò al davanzale ed impugnò lo Sniper con mano ferma ed esperta; l'aria calda del pomeriggio afoso penetrava dalle tende appositamente semichiuse per proteggerlo da sguardi indiscreti, e si infrangeva contro il suo viso contratto per la concentrazione.

Da dietro la curva si palesò il muso nero lucido della prima Audi, e per Logan ci fu il primo sorriso.

Dietro ad essa comparvero successivamente le altre due Audi, e questo per Logan fu il secondo sorriso; tutto procedeva secondo le sue previsioni, ma non doveva assolutamente trascurare il fattore sorpresa: poteva andare incontro a qualche imprevisto, dopotutto era di bersagli umani armati che si stava parlando.

Accarezzò l'arma con ferma delicatezza e inquadrò la processione che blanda si inseriva nella via principale, ancora un po' e sarebbe stato il momento giusto...

Le auto si soffermarono per lasciar passare alcuni pedoni e ripresero la marcia, la ruotine cittadina tutt'intorno offriva una valida ouverture alla imminente esplosione di suoni che tra poco avrebbe provocato il maestro Logan.

Le macchine si avvicinarono fino a raggiungere l'immaginario punto X che Logan aveva stabilito: nella sua testa calò il silenzio e l'unico impulso che riuscì ad avvertire fu quello che dal suo cervello si trasmise al dito pollice, che fedelmente eseguì l'ordine premendo il telecomando.

Due boati si sovrapposero all'istante creando un unico ruggito che lacerò la quiete circostante; le due auto della scorta (la prima e la seconda) si alzarono in volo, sospinte dai coperchi dei tombini animati da una forza propulsiva senza eguali. Al tempo stesso la forza d'urto si servì dei coperchi di ghisa per squartare i serbatoi delle auto, la benzina si incendiò, e fu l'inferno.

Le due carcasse metalliche fiammeggianti atterrarono con un clangore sinistro e giacquero immobili avvolte dalle fiamme; la gente si era dileguata, e mentre tutti pensavano a mettere in salvo la pelle, solo uno rimase fermo e saldo al suo posto.

Logan sapeva bene che non era il momento di cantar vittoria: aveva appena aperto la porta, adesso si trattava di entrare e portare a compimento la missione. Tramite il mirino continuò a monitorare la situazione: dalla macchina in mezzo, ancora integra, non provenivano segni di vita ed i vetri oscurati non aiutavano di certo; Logan grugnì nervosamente e rimase in paziente attesa per diversi secondi, e la sua pazienza fu premiata: dal posto di guida emerse a fatica l'autista con un mitra in pugno.

Il povero malcapitato non si era ancora accorto di che razza di situazione si fosse creata, e continuava a guardarsi intorno, visibilmente sconvolto; all'ennesima evoluzione della sua testa, un proiettile lo colpì in piena fronte, disintegrando il cranio con la stessa facilità con cui un coltello taglia il burro.

Logan ghignò soddisfatto e mosse il mirino in un altra direzione, la scena del poveretto che cade esanime a terra la conosceva già a memoria.

Dallo sportello posteriore emersero gli altri due occupanti: una guardia del corpo che goffamente cercava di proteggere un signore di mezza età con indosso un raffinato completo grigio.

Logan si soffermò sulla cravatta e convenne che era proprio un bel capo; ma subito si riconcentrò: i due fuggitivi si facevano scudo dietro lo sportello e a lui era parso di intravedere persino un cellulare. Il tempo stringeva.

Impugnò nuovamente il telecomando e con sorpresa notò che la posizione della coppia era di gran lunga migliore di quella che aveva sperato; premette il pulsante.

Il cordoncino di c4 che aveva disposto attorno alla guarnizione della colonnina anti-incendio saltò immediatamente, portando con sé la guarnizione.

Dalla colonnina si sprigionò un getto d'acqua di una violenza inaudita, che colpì in pieno lo sportello dietro a cui si riparavano i due bersagli, ormai ridotti alla stregua di due allodole in trappola.

La portiera fece per chiudersi con violenza, ma terminò la sua corsa contro il viso della guardia del corpo, frantumandone l'arcata dentaria anteriore; Logan sorrise nell'intravedere schizzi di sangue provenienti dalla portiera.

Era meglio di un dannato cartone animato!

Continuò a tener d'occhio la guardia, il suo corpo non dava segni di vita: eccellente; adesso doveva chiudere la faccenda una volta per tutte: cercò con il mirino il vecchio, ma l'unica cosa che riuscì ad intravedere fu il piede.

Con un sorrisetto diabolico prese bene la mira e fece fuoco; il piede semidisintegrato sparì all'improvviso e fu sostituito dal torso del malcapitato che si contorceva dolorante al suolo.

Trattenne il fiato e colpì il bersaglio alla testa; il torso semovente giacque al suolo e non si mosse più.

Logan trasse un profondo respiro e depose lo Sniper nella valigia.

Un altra giornata di lavoro era andata.