venerdì 27 giugno 2008

Happy f***in'birthday to me!

Oggi è il mio compleanno, come direbbe il Nevus: "ho scollinato!".
Finalmente posso usare una citazione dalla canzone Motown Junk dei Manic Street Preachers:
"25 years of living and nothing really cares to me". Ok, va bene, non c'entra nulla con il compleanno e la felicità di compiere gli anni, ma almeno ci sono il numero 25 e tanto nichilismo Rock&Roll!!
Per l'occasione "pòsto" una canzone dei NOFX che mi sembra appropriata: New Happy Birthday Song.

lunedì 23 giugno 2008

Welcome to paradise!

Ecco giusto un'idea della vacanza trascorsa in Spagna l'anno scorso. Per metà del tempo ha piovuto; nell'altra metà c'erano solo risse ed accoltellamenti. Quest'anno cercheremo uno di quei posti dove si scatenano tifoni e tempeste ogni due ore, così ci sarà da ridere.



domenica 22 giugno 2008

Le calebrità a cui dovrei assomigliare

MyHeritage: Albero genealogico - Genealogia - Celebrità - Collage - Morph

giovedì 19 giugno 2008

Gente che viene e gente che va

Non so perchè abbia usato un titolo così "pausiniano" per questo post, ma tant'è.
Sono giorni febbrili questi, perchè iniziano gli esami e sembra di non avere più tempo di fare nulla! Daltronde il Nevus lo aveva detto: "Vi mancherà il tempo!"; haimè, aveva ragione.
Ora che l'estate si avvicina iniziano a delinearsi le prime dinamiche socio-vacanziere: chi va con chi, chi va dove e quando, ma soprattutto perchè.... Insomma, c'è un bel daffare.
Ma i due fatti più eclatamti sono questi: la partenza di Adriano ed il ritorno di I-Nick.
Buffa la concomitanza dei due avvenimenti ! :-)
Adriano partirà per una ipotetica località della quale nessuno ricorda il nome (neppure i tour operator più esperti) per andare a fare "stagione" come animatore-capo sport-pilota di Mobile Suit Gundam ecc. (per ulterori chiarimenti vedere il filmato Adriano is Burning).
Ormai la tradizione è consolidata: il nostro Adri preferisce una vita fatta di poco sonno, alimentzione sbilanciata e clienti str***i alle vacanze con noi.
Preferisce andare laggiù (davvero quel posto non esiste sulle cartine!), tingersi di un colore tipo rame e fare la bella statuina davanti alla sala pranzo, con altri 2 o 3 malcapitati, recando un cartello con su scritto: Gli Sbronzi di Riace.
Gli Sbronzi di Riace. Si.
Quando sarete nel vostro bel villaggio vacanze, ed un tizio vi si avvicinerà con un sorriso a 32 denti ed una t-shirt con su scritto "Equipe" (esiste una sola equipe, ed è quella dell'Enterprise di Star Treck) e vi chiederà: "Vuoi fare il gioco aperitivo/il torneo di tennis/calcetto.....?", voi uomini dovete rispondere NO!!!!
E' solo un modo di allontanarvi dalle vostre donne e lasciarle sole ed incustodite, alla mercè di manzi abbronzati e senza scrupoli con addosso la maglietta Equipe. Infatti è un bel lavoro di Equipe!

Adri, a parte tutto, fai una bella stagione e divertiti. Tratta male gli ospiti del villaggio, tu sei lì per lavorare e non per subire i loro sfoghi da stressati!Ti faccio un esempio:
Turista: "questa camera non è come quella del depliant! Rivoglio i miei soldi"
Adriano: "Invece questo coltello a serramanico è proprio ugale a quello sul catalogo delle ordinazioni....E adesso smammate!Ci vediamo per il gioco caffè!"
Vedrai che non ci saranno problemi.

Per una persona che se ne va, eccone una che ritorna: I-Nick ha iniziato di nuovo a scrivere sul suo blog.
A dire il vero ha scritto tutto e niente, ma è un inizio! Il Nostro pioniere della rete aveva cessato le attività di blogger ormai da un mese buono, causa una crisi di "Stefano Accorsità" (andate sul suo blog per capire meglio, il link lo trovate in alto a destra).
Era un peccato che avesse piantato tutto per decidere se chiudere o no il blog, perchè in un certo senso è lui che mi ha creato (bloggianamente parlando)....lui è mio padre...NOOOOOOOOOOO!
Sono contento che si sia rifatto vivo, cambiando "radicalmente" il volto del suo blog (adesso sul frontespizio non vi sono più colori pastello e la sua foto con il pene barzotto, ma dei poetici fili d'erba bagnati di rugiada); staremo a vedere se opererà pure un cambio di linea editoriale. Si accettano suggerimenti, il mio è sempre valido: più porno! Il sesso vende!

Detto questo, voglio condividere una passione che piano piano sto trasmettendo ai miei amici: Franco Califano. Metto un link qui sotto, cliccandovi si aprirà una pagina di SandSpace in fondo alla quale potrete scaricare un divertentissimo file audio del Califfo ospite a Ciao Darwin, alle prese con delle associazioni mentali....

http://www.sendspace.com/file/gmnk33

Ciao!

mercoledì 11 giugno 2008

Mad for it!

Il periodico musicale CLASH! ha inviato uno dei suoi giornalisti ad ascoltare ilnuovo album degli Oasis, la cui uscita è prevista per Settembre. L'album è giàstato mixato e prodotto a Los Angeles assieme allo stesso produttore del precedente Don't Believe The Truth. Ecco il resoconto fatto dall'inviato di CLASH! :
Ora, spero che non avrò problemi per questo, ma posso dirvi che ho ascoltato l'ultimo Album degli Oasis. Potrei dirvi come si chiama, ma poi dovrei uccidervi, o comunque sarei nei guai. Quello che posso dire è che sono tornati, e, cazzo, in forma smagliante. Ci sono sei canzoni di Noel, tre di Liam, una di Andy e una di Gem e sono tutte grandiose. Il primo singolo vi colpirà pesantemente e mi ha davvero ricordato della prima volta che ho sentito 'Rock 'N' Roll Star' o 'Supersonic'. Liam è diventato davvero un grandissimo compositore, e Noel è grandissimo sia nel suonare che nel cantare. Gem e Andy sono gli eroi non ancora celebrati che hanno il merito di tenere tutti insieme. Penso davvero che abbiano una grandissima influenza.
Ho avuto il piacere di averli tutti per intervistarli, e ho passato un'ora con ognuno di loro. Spesso ci dimentichiamo di quanto siano grandi e non importa di quanta gente provi ad imitarlo, ma esiste solo un Liam Gallagher, è una leggenda.

P.S: Le tracce uscite su internet non compariranno nell'album.

Ormai è divenuta una frase di rito: il miglior album dai tempi di What's the story (morning glory).

giovedì 5 giugno 2008

L'inverno di Luther 4a ed ultima Parte

Assaporò indenne l’aria di vittoria ad ampie boccate, com’era bello giacere stremati in un angolo a fine battaglia, consapevoli di aver dato il massimo e forse anche di più.

E’ in momenti come questo che ti senti dannatamente vivo, e dannatamente nel giusto! Un onesto lavoratore, che si impegna a tal punto nel suo lavoro da farne un’arte.

Proprio bravo.

Accese il motore e si immise nella strada a velocità moderata, next stop: casa sua.

La casa di Luther è quanto di più ordinario si potesse trovare in un ipotetico Catalogo ragionato delle cose ordinarie nel mondo: zona residenziale tranquilla, due piani e giardino con cespugli di rose rigorosamente curati da Margaret, sua moglie.

Luther era il marito che ogni donna poteva desiderare/odiare: un tempo carino, ora sformato dalla pancetta e dai cinquant’anni che incombevano, amorevole quanto basta ma pigro a dismisura da indurti a desiderare qualcosa di meglio nella vita.

Luther non era alto, non era atletico e di certo non era spigliato nelle conversazioni: ogni tanto riusciva pure a tartagliare arenandosi in periodi troppo lunghi e pieni di subordinate; lui non era l’uomo del profilo dettato dalla polizia, lui era un boarder line ai limiti del white trash.

E questo lo inorgogliva, e non poco: nel suo lavoro il basso profilo era di vitale importanza; il suo lato nascosto, quello teatrale e brillante, lo mostrava solo in certi casi, quando si trattava di adescare i soggetti per le sue creazioni.

Per il resto Luther era un uomo come tanti, e tanto gli bastava per operare indisturbato in quella che chiamava la “vita riempitivo”, la vita che gli altri considerano normale.

Mentre si docciava pensava con un pizzico di malinconia al “lavoro riempitivo” che lo aspettava, un’altra lunghissima”notte riempitivo”.

Finito di vestirsi lasciò casa come l’aveva trovata: deserta e silenziosa, dato che sua moglie era ancora al lavoro ed i figli dalla suocera.

Salì in macchina ed accese la radio, sul canale principale la voce di Betty-al-centralino gracchiò antipatica:

“Qui centrale crrrrr Segnaliamo un codice 15 al grattacielo Madison sulla 56ma a Manhattancrrrr

“Qui detective Pascal” rispose Luther con voce monocorde “Mi sto recando sul posto”

“Ricevuto detective Pascal crrrrr Todd è già sul posto che l’aspetta crrr”

Quel ciccione di Todd…pazienza. La notte sarà più lunga del previsto.

Al suo arrivo Todd gli si fece incontro corpulento e petulante come al solito: “Non puoi capire che cazzo è successo lassù Luther….quel pazzo scatenato ha di nuovo fatto scempio….”

“Capisco Todd” lo interruppe Luther, non facendo nulla per nascondere l’insofferenza verso il tricheco con il distintivo “andiamo a vedere che è successo, fammi strada”.

Todd entrò nell’appartamento al 20mo piano proruppendo in uno dei suoi soliti commenti a sproposito: “Quel figlio di cagna adotta sempre lo stesso stile, non varia di una virgola…Se lo avessi qua davanti lo riempirei di…” “Todd! Fa silenzio!” Ordinò Luther fingendosi infastidito.

Entrò in salotto ed osservò la scena: Apoteosi di vecchio sventrato.

Pregevole, non c’è che dire. Ma ancora distante dalla perfezione. Peccato.

Todd fissava la scena attonito, spostando gli occhi dal corpo a Luther:

“ Che dici, avrà commesso qualche errore stavolta?”

Luther socchiuse gli occhi e rispose meditabondo:

“Non so…non so proprio…”

Poi si riprese ed infilandosi i guanti esclamò con voce più decisa:

“Forza, diamoci da fare, vedrai che stavolta lo prendiamo questo figlio di puttana!”.

domenica 1 giugno 2008

L'inverno di Luther Pt 3

Adorava lavorare in tranquillità perché poteva prevenire ogni evenienza e predisporre le scene del delitto come meglio preferiva.

Godeva nel pensare a quei poveri poliziotti che impolveravano tutto ciò che era presente sulla scena in cerca di una qualsivoglia impronta, che passavano allo scanner tutto ciò che era visibile con lenti di ingrandimento od occhiali all’infrarosso per trovare capelli o DNA.

Poveri illusi, chiuso com’era nel suo scafandro non avrebbe nemmeno lasciato un atomo di materia in quella stanza.

Finti simbolismi, rituali dissacranti sui corpi e via dicendo: avevano formulato ogni genere di ipotesi ma non erano mai stati vicini alla verità, nemmeno per un attimo.

Se un uomo uccide si pensa che in lui ci sia qualcosa che non va. Forse. Ma forse no.

Perché non si rassegnavano all’idea che esistessero persone semplicemente cattive? Persone come lui, Luther, che traevano piacere dal togliere la vita agli altri?

Il piacere è fare sesso, sposarsi, metter su famiglia? Si.

Luther aveva seguito il manuale alla lettera: lavoro ben retribuito, moglie innamorata e devota e due splendidi marmocchi che disegnavano il papà con il testone e le mani a palla.

Luther aveva tutto ed il contrario di tutto, si era concesso tutto nei limiti della legittima soddisfazione che un uomo tranquillo e con la testa sulle spalle poteva ottenere nella vita.

E allora perché questo? Perché i morti ammazzati?

“Perché no?!” si era risposto lui “Che importa se uccido o respiro? Sono mere azioni, ma dalla prima ne traggo infinita soddisfazione; in più mi diverto a prendere per il culo le forze dell’ordine… Luther frega tutti…Luther è un figo…Luther è l’ultimo American non-Psycho”.

Si riscosse e si sorprese a sorridere, intento a fissare la sua opera n. 13:

“Signore e signori…ecco la 13ma opera di questo artista emergente che si firma Luther: trattasi di dipinto olio su tela risalente al suo periodo Rosso (sangue) intitolato Apoteosi di Vecchio Sventrato; si parte da una base d’asta di 10.000 $” Che spasso.

Raccolse con ordine il coltello che aveva abbandonato a terra accanto al cadavere e diede un ulteriore sguardo all’acquario-salotto: che brutto posto, ma non poteva fare a meno di guardare….

“Se essere ricchi presuppone la perdita di gusto e senso della misura, allora preferisco essere povero con stile!”

Un’occhiata all’orologio…le otto meno venti.

Tardi, molto tardi, tra poco inizia il turno!

Colto da improvvisa frenesia euforica spense lo stereo e controllò il tutto: non aveva lasciato o segnato nulla, niente impronte niente di niente.

Solo L’apoteosi di Vecchio Sventrato, purtroppo ancora invenduta.

Con un sospiro soddisfatto di chi ha compiuto il lavoro di una vita, trasse dal suo borsone un grosso sacco di plastica nera, vi montò sopra con i piedi e delicatamente si sfilò la tuta-scafandro che aveva indossato. La sua uniforme.

Grande cautela, infinita delicatezza, la tuta fu chiusa nel sacco, che a sua volta fu sigillato; Luther si avviò fuori dall’appartamento con ancora indosso le pattine e la cuffietta, che si tolse guardingo nel pianerottolo.

“Missione compiuta” sussurrò compiaciuto a mezza voce, mentre si avviava giù per le scale con pazienza.

Nel giro di 10 minuti fu nel parcheggio sottostante l’edificio, dove aveva lasciato la macchina; gettati sacco cuffietta e pattine nel bagagliaio, finalmente si infilò esausto nell’abitacolo.